Un kit di parole per il Sud-Ovest

Sul litorale a sud di Toliara vivono i Vezo, un popolo di pescatori e piroghieri. Li si incontra sulla spiaggia, al mercato, attorno a una pesca del mattino. Il francese passa nei luoghi turistici, meno altrove, e qualche parola di malgascio apre quasi sempre un sorriso.
Che cosa dice questa lista, e che cosa non dice. Il malgascio si scrive in modo abbastanza regolare per chi legge una lingua latina. Le sillabe finali si pronunciano appena, e l’accento cade il più delle volte sulla penultima. I Vezo usano forme proprie del Sud-Ovest, a volte diverse dal malgascio ufficiale: « akory » per salutare, « riake » per il mare. Questa lista è una prima stesura, riletta poi con l’équipe a Toliara; consideratela un punto di partenza, non una lezione.
Come servirsene. Un « salama » arrivando, un « misaotra » andando via, un « azafady » prima di chiedere qualcosa: è già molto. Nessuno si aspetta una frase corretta, solo lo sforzo.
- Buongiorno
- Salama sa-la-ma
- Grazie
- Misaotra mi-saoutr
- Per favore / scusi
- Azafady a-za-fad
- Arrivederci
- Veloma vé-loum
- Sì
- Eny èn
- No
- Tsia tsi
- Benvenuto
- Tonga soa toung-sou
- Sto bene
- Tsara tsar
- Quanto costa?
- Ohatrinona ? ou-tri-noun
- L’acqua
- Rano ran
- Il pesce
- Trondro troun-dr
- La piroga
- Lakana lak
- Nessun problema
- Tsy misy olana tsi-mi-si ou-lan
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